Agnolotti di gallina al profumo dell’orto Al Vintage di piazza Solferino accoglienza come si deve carta dei vini enciclopedica e delizioso strudel di agrumi rocco moliterni L’accoglienza è l’arte di far sentire sempre i clienti a proprio agio. Sembra facile ma non lo è. Per capire cosa significhi davvero questa parola si può fare un salto al Vintage, in piazza Solferino. Io (e dico purtroppo) ci sono capitato sì e no tre o quattro volte negli ultimi anni, ma sempre appena entrato ho avuto la sensazione di essere a casa mia: non per i velluti e le boiserie e nemmeno per gli altri clienti, in genere politici, avvocati o uomini d’affari, ma per il modo di fare di Umberto Chiodi Latini, patron del locale. Certo, l’accoglienza è importante, ma se non mangi bene non basta. E al Vintage si mangia bene, oserei dire, dopo l’esperienza della scorsa settimana, anche meglio che in passato. Quasi ti commuovi con gli agnolotti di gallina (con il ripieno tagliato grosso) al profumo dell’orto, ma se quel giorno ti senti camionista puoi anche sfiziarti alla grande con i fusilli di Gragnano (finalmente un posto dove la pasta la cuociono al dente) guanciale, cipolla di Tropea e pomodoro. Il petto d’anatra con mela annurca è una vera delizia ed è un incanto al dessert lo strudel agli agrumi. La carta dei vini è enciclopedica ma nell’incertezza fidatevi del patron, che vi proporrà il suo Sciatò Latur (scritto proprio così), un Monferrato rosso di grande eleganza. Si spende senza pentimenti (meglio un pasto come si deve da 60 che due deludenti da 30) intorno ai 60 euro. C’è però una grave pecca: il locale è chiuso la domenica. Il che da un lato nuoce ai turisti e dall’altro a voi, se vi svegliate quel giorno con un irrefrenabile desiderio di agnolotti di gallina.