I vent'anni del Vintage 1997 un ristorante "torinese" che non conosce le mode

 

MARCO TRABUCCO

NEL MONDO della moda li chiamano "continuativi" o se preferite evergreen. Insomma quei capi che non sono mai "davvero" di moda, ma che fuori moda non vanno mai. E non entrano mai nel gioco dei saldi. Succede anche nei ristoranti e il Vintage 1997 ne è l'esempio. Vent'anni di vita non sono pochi per un locale di prestigio. Ma qui, nelle sale eleganti di piazza Solferino il tempo non sembra essere passato se non sui capelli, sempre corti ma appena più argento, di Umberto Chiodi Latini, patron, regista, sommelier, l'uomo ovunque che insieme allo chef Pier Luigi Consonni, bravo, ma troppo schivo per diventare una star dei fornelli, ha fatto di questo ristorante un classico.

Del Vintage si parla poco nella chiacchiera mediatica, nel brusio di fondo di un mondo della comunicazione che anche per i ristoranti chiede novità, personaggi (e/o polemiche) ogni giorno diversi. Nulla di tutto questo troverete tra i velluti e i broccati davvero "vintage" di questo ristorante. Perché Chiodi Latini e Consonni, si "accontentano" di essere nel cuore della Torino più profonda, la Torino delle famiglie benestanti, delle aziende di lunga tradizione (quelle rimaste) dei pochi politici disposti a pagarsi un pranzo o una cena con la loro carta di credito. E su questa clientela hanno costruito mise en place, stile di servizio e di cucina.

Una cucina ormai classica che si basa prima di tutto su una selezione rigorosa dei prodotti e che ha due linee guida: la tradizione piemontese come il flan di cardi gobbi di Nizza con bagna caoda, il vitello tonnato alla vecchia maniera, gli gnocchi di patate viola su crema di porri, la storica Torinese (costoletta di fassone, impanata con nocciole e grissini); e il mare: lo spettacolare piatto di pesce crudo, le ostriche, primi che, come gli scialatielli amalfitani con alici e ragù di ricciola attingono al calore delle cucine del Sud. Ci sono anche una spruzzata di Francia, grandi carni (la costata di "scottona) e bella scelta di formaggi. Poi i jolly: una carta dei vini ricca dalla Champagne, al Piemonte al resto di Francia e che i consigli di Chiodi Latini rendono di facile uso. Menu specifici per vegani. Un servizio di classe. Un sito internet completo. E una politica dei prezzi, intelligente, davvero per ogni portafoglio: a pranzo tre diversi menu a 24 euro. A cena si parte da 48 euro per arrivare a 75. Come alla carta.

Vintage 1997, piazza Solferino 16/h, Torino, tel. 011/535948, www.vintage1997. com, chiuso sabato a pranzo e domenica

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SENZA TEMPO

La sala principale del Vintage 1997 in piazza Solferino, dai toni classici del grande ristorante