LA REPUBBLICA del 02/01/2005 Sezione Torino pp. 1+9

La classifica dei migliori incrociando i voti di tutte le guide ECCO I RISTORANTI CON LA CORONA di Marco Trabucco

Nessuna rivoluzione ai vertici della classifica, dove restano saldi ai primi tre posti il glorioso Sorriso dei valazza e gli ex giovani, oggi baciati da meritato successo, Flipot di walter e Gisella Eynard, e Combal.Zero di Davide Scabin. Ma dalle posizioni di immediato “rincalzo” il segnale è netto: in Piemonte c’é una nuova generazione di chef che sta “prendendo il potere”: nelle predilezioni dei gourmet di prima, e adesso anche, con il consueto, ma logico, ritardo anche nei voti delle giude. Otto quelle prese in considerazione quest’anno per la consueta superclassifica dei ristoranti: Espresso, Michelin, Gambero Rosso, Veronelli, Touring; Panorama, Bmw, De Agostini. Da Cannavacciuolo di Villa Crespi (la rivelazione dell’anno con il suo quarto posto) a Palluda dell’Enoteca del Roero, dai Vivalda di Cervere a Russo di Cirié, a Barbaglini di Trecate, stiamo parlando di cuochi che hanno meno di 40 anni e che ormai sono stabili nei primi dieci posti. Alla loro crescita corrisponde la discesa dei grandi di un tempo: dal Gener Neuv di Asti al Rododendro di Boves, da Cesare di Albaretto, al San Marco di Canelli fino ad Angiulli di Candelo, sono tanti i ristoranti da tempo sulla cresta dell’onda che perdono posizioni. Sarebbe sbagliato però parlare per loro di crisi: se qualche “grande vecchio” (come Renato Dominici della Carmagnole di Carmagnola) ha deciso di prendersi un meritato riposo (il suo locale chiude proprio in questi giorni), gli altri continuano a dare garanzia di qualità. Insomma, non sono stati loro a scendere, ma gli altri, i giovani, a salire. In Piemonte oggi si mangia bene, nonostante la crisi economica non abbia risparmiato i ristoranti di alto livello (e spesso altissimo prezzo). E anche le guide cominciano ad accorgersene: qui può soddisfare il proprio palato chi ama rischio e creatività (Combal, Dolce Stil Novo, Locanda Mongreno, ma anche altri). Chi cerca invece il locale lussuoso, stile Francia anni Ottanta, può scegliere tra l’intramontabile Sorriso, il Rododendro di Boves e la stessa Villa Crespi. E chi ama il territorio, la nostra solida cucina piemontese, magari innovata, non ha che l’imbarazzo della scelta. Due note infine: Guido Alciati dal paradiso dei gourmet può guardare con orgoglio ai suoi figli che, raddoppiato il locale (lasciato il vecchio di Costiglione sono approdati a Santo Stefano Belbo e a Pollenzo) ritornano tutti e due in classifica. E una nota positiva viene da Torino: per la prima volta da anni, due locali cittadini, Vintage e Locanda Mongreno, sono nei primi trenta della regione. E altri tre (Casa Vicina, Barrique e il glorioso Cambio) rimangono fuori per pochi punti.